L’ANDAMENTO DEI CODICI MINORI

«L'avvio del nuovo servizio dedicato alla gestione dei codici minori presso il Pronto Soccorso dell'ospedale San Donato di Arezzo, operativo dal 1° luglio grazie alla collaborazione tra Misericordia, Croce Bianca e Croce Rossa, sta offrendo riscontri incoraggianti sia dal punto di vista organizzativo sia sotto il profilo dell'assistenza ai pazienti.»

Data:
20 Luglio 2026

L’ANDAMENTO DEI CODICI MINORI

È questa la valutazione di Sara Duchi, referente della Misericordia di Arezzo per il progetto, che sottolinea come i primi giorni di attività abbiano già evidenziato un sensibile alleggerimento dei tempi di permanenza dei pazienti meno gravi all’interno del Pronto Soccorso.

Secondo Duchi, il ruolo affidato ai volontari è ben definito e non interferisce in alcun modo con le competenze sanitarie. «Noi siamo semplicemente una presenza di accoglienza e di accompagnamento», spiega. Il volontario segue il paziente durante tutto il percorso diagnostico, lo accompagna agli eventuali esami strumentali, lo riporta dal medico e rimane un punto di riferimento costante fino alla conclusione dell’iter, senza mai svolgere attività di carattere clinico o assistenziale riservate al personale sanitario.

L’impressione raccolta tra i volontari è che il nuovo modello stia già producendo risultati concreti. Nei primi turni sono stati registrati anche quindici accessi in un pomeriggio e, alla chiusura del servizio, soltanto pochi pazienti risultavano ancora in carico, avendo già completato la visita medica e rimanendo in attesa dei soli accertamenti conclusivi. Una situazione molto diversa rispetto al passato, quando i pazienti classificati come codici minori potevano trascorrere in Pronto Soccorso anche l’intera giornata. «Come inizio mi sembra buono: non rimangono tanti pazienti ancora in carico al Pronto Soccorso», osserva Duchi.

Per la referente della Misericordia il principale beneficio del progetto consiste proprio nella riduzione dei tempi di attesa dei codici bianchi e verdi. La separazione di questi percorsi permette infatti al personale del Pronto Soccorso di concentrarsi maggiormente sulle urgenze più gravi, mentre i pazienti con patologie minori seguono un iter dedicato, gestito da medici e infermieri appositamente individuati attraverso il progetto. «Il vantaggio è sicuramente la riduzione dei tempi di attesa dei codici minori e, di conseguenza, un’organizzazione più fluida dell’intero Pronto Soccorso», sintetizza.

Duchi evidenzia inoltre come il sistema mantenga inalterate tutte le garanzie cliniche. Il triage continua infatti ad essere effettuato esclusivamente dal personale del Pronto Soccorso, che attribuisce il codice di priorità; successivamente il paziente viene preso in carico dall’équipe dedicata ai codici minori, composta da medico e infermiere, entrambi pienamente abilitati a prescrivere esami diagnostici, visite specialistiche e, quando il percorso si conclude senza necessità di ricovero, anche a disporre direttamente le dimissioni.

Il volontario accompagna il paziente durante ogni spostamento richiesto dagli accertamenti diagnostici, mantenendo sempre un ruolo esclusivamente relazionale. «A noi viene chiesto di stare con il paziente, accompagnarlo e sostenerlo durante tutto il percorso», precisa Duchi, sottolineando che il rapporto con i familiari rimane limitato alle normali informazioni di cortesia compatibili con la privacy e con l’organizzazione del servizio.

Anche il clima di collaborazione viene descritto in termini decisamente positivi. Fino ad oggi, riferisce la referente, non sono state raccolte segnalazioni negative né da parte degli utenti né da parte degli operatori sanitari. «Non abbiamo registrato lamentele o insoddisfazioni. Tutti si sono dimostrati gentili: i pazienti, il personale del Pronto Soccorso e del 118. Come servizio è stato considerato molto utile».

L’unica criticità evidenziata riguarda invece la disponibilità di volontari. Garantire il servizio sette giorni su sette, per dodici ore al giorno, rappresenta infatti un impegno organizzativo molto importante per le tre associazioni coinvolte. «La vera difficoltà sono le risorse umane. Servono volontari, perché un servizio di questo tipo, attivo 365 giorni l’anno, richiede una presenza costante», osserva Duchi, ricordando come il calo del volontariato rappresenti oggi una problematica comune a molte realtà associative.

Pur trattandosi ancora di una fase sperimentale, limitata al presidio ospedaliero di Arezzo, la valutazione complessiva espressa dalla referente della Misericordia è decisamente favorevole. «È un progetto in cui credo molto e penso che possa portare soltanto benefici», conclude, auspicando che l’esperienza possa consolidarsi e dimostrare nel tempo la propria efficacia nel migliorare l’accoglienza e la gestione dei pazienti con patologie a minore complessità.

L’occasione è anzi propizia per lanciare un appello alla partecipazione a tutte le persone affinché vengano a svolgere attività di volontariato presso la Misericordia, la Croce Bianca o la Croce Rossa: oggi proprio il “progetto codici minori” rappresenta anche un innovativo e cruciale servizio in cui nuovi volontari possono cimentarsi, con un sicuro giovamento per tutta la comunità.



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Ultimo aggiornamento

20 Luglio 2026, 15:59