Sicurezza in acqua – 3^ parte

In quest’ultima puntata della serie “Sicurezza in acqua” vediamo un paio di categorie di rischio aggiuntive: le infezioni e le lesioni da organismi marini. Le raccomandazioni utili in caso di attività subacquatiche specifiche ma molto comuni, come snorkeling e apnea. E gli approcci all’acqua che possono verificarsi in corso di inondazioni e alluvioni. Con una sintesi finale di buon auspicio.

Data:
28 Giugno 2025

Sicurezza in acqua – 3^ parte

Per completezza d’informazione aggiungiamo due categorie di rischio che – solo per loro specificità – sono esterne all’elenco analizzato fin qui in puntata 1: https://www.facebook.com/share/p/16p4gSb81B/ e in puntata 2: https://www.facebook.com/share/p/1F2QBJw5Xb/ : il rischio di infezioni, batteriche, virali, fungine e parassitarie, per inalazione, ingestione o passaggio da piccole ferite cutanee, più tipico delle acque interne naturali (laghi, fiumi, fossati, laghetti per irrigazione) in quanto non clorate, specie se stagnanti; attenzione però anche a piscine private, dove la clorazione dell’acqua non sia fatta a dovere! E quello da contatto con animali marini nocivi, in quanto pungenti (ricci), urticanti (meduse, attinie, vermocani…) o velenosi (tracina, scorfano ecc). La panacea universale valida per tutti quest’ultimi casi e da applicare immediatamente è riconosciuta essere SOLO l’acqua di mare calda (nessun altro “rimedio della nonna” va preso in considerazione…), rimandando ad appena possibile un consulto in farmacia o da un medico curante per qualche medicamento più specifico o per sincerarsi su eventuali risentimenti generalizzati, come febbre, dolori diffusi, vomito, gonfiori, dispnea ecc, che possono suggerire anche un accertamento in pronto soccorso.

Snorkeling e Immersione in Apnea

Sono forse le due attività marine estive più praticate e diffuse. “Snorkeling” consiste nel perlustrare il fondo dalla superficie, con maschera, pinne e boccaglio (= snorkel), senza scendere ma trattenendosi in galleggiamento e pinneggiando lentamente. “Apnea” significa immergersi scendendo sotto il pelo dell’acqua, anche solo di qualche metro, trattenendo il respiro. Ebbene, per quanto molto piacevoli, istintive, alla portata di tutti e istruttive da praticare, richiedono ciò che segue:

-essere praticate solo sotto diretta sorveglianza visiva di un “assistente” cui si riconoscano capacità almeno uguali alle nostre, meglio se superiori; in ogni caso MAI da soli!

-prima di trattenere il respiro va evitata l’iperventilazione forzata, manovra abbandonata da molto tempo poiché inutile ai fini della prestazione e anzi capace di predisporre l’organismo a danni da apnea prolungata;

-NON usare tappi auricolari; non usare occhialini da nuoto privi del naso; impiegare invece equipaggiamento dedicato (muta isotermica, maschera a piccolo volume interno con naso compreso, snorkel semplice, pinne lunghe…).

-NON impiegare pesi a corpo libero “per scendere meglio”: i piombi in cintura servono solo per neutralizzare la spinta di galleggiamento della muta! Quindi, se non si indossa la muta, niente piombi!

-MAI trattenersi sul fondo fino alla fame d’aria bensì risalire per tempo!

-Darsi un adeguato tempo di recupero delle energie tra una discesa e l’altra, galleggiando rilassati in superficie e respirando dallo snorkel, per tutto il tempo che occorre.

L’Apnea già a profondità modesta e lo Snorkeling di superficie vanno comunque considerate attività subacquatiche a tutti gli effetti e come tali è giusta cautela seguire un corso preliminare specifico o comunque appoggiarsi a un istruttore prima di praticarle in autonomia.

(Per praticare “Apnea Profonda” – e già dai 7 o 8 metri di profondità va considerata tale – il corso diventa poi una precauzione tassativa! Idem per un accertamento medico preliminare che escluda condizioni di incompatibilità con l’attività.)

L’Acqua in Protezione Civile

Un ultimo capitolo di rischi da errati comportamenti nell’approccio all’acqua è quello che tende maggiormente a riguardare situazioni oggi annoverate tra le pertinenze della Protezione Civile, cioè quei momenti di calamità naturali o eventi atmosferici così intensi da innescare un rischio idrico-idraulico: il che ci porta ad alluvioni, allagamenti, inondazioni ecc.

In situazioni del genere: 1-Al primo allarme meteo, prima ancora che inizi a piovere, togliere le auto dai garage più bassi del piano stradale e staccare l’elettricità a eventuali dispositivi ad alimentazione elettrica posizionati in questi ambienti (soprattutto surgelatori, ma anche lavatrici, ventilatori, aspiratori ecc). 2-Con l’auto tenersi alla larga dai sottopassaggi, a pioggia in atto non entrarvi per nessun motivo. Se, malgrado le cautele, si dovesse restare in sosta forzata proprio in un sottopassaggio, uscire immediatamente dall’auto, lasciarla lì e allontanarsene subito. 3-Non tentare per nessun motivo di attraversare strade percorse dall’acqua corrente: è sufficiente che il livello dell’acqua arrivi sotto al ginocchio per non riuscire più neanche a stare in piedi! 4-Se si è al coperto di una costruzione, evitare di uscire e invece recarsi subito ai piani più alti. 5-Se si resta comunque travolti dalla corrente dell’acqua, non tentare mai di nuotare controcorrente bensì assecondare il flusso cercando di restare in superficie (anche aggrappandosi a qualsiasi oggetto galleggiante che ci capiti a tiro) e al contempo tentando di spostarsi di lato: si verrà trascinati per un po’ ma progressivamente si guadagnerà una sponda, dove l’acqua scorre più lenta e a un certo punto permette di fermarsi.     
    
Ebbene, siamo giunti alla fine anche di questa terza (e ultima) puntata. Che sintesi è possibile fare delle tre parti nel loro complesso? È presto detto.

La stagione estiva e la vacanza non sono una scusa per dimenticare le regole di sicurezza e le buone pratiche di comportamento atte a evitare inutili rischi a noi stessi e a chi abbiamo vicino, primi tra tutti i bambini (e i minori in genere)! I mondi acquatici e sommersi sono universi naturali straordinari che è fondamentale frequentare e conoscere per acquisire una vera coscienza ambientale (la nostra stessa esistenza su questo pianeta dipende da loro!), ma a patto di essersi messi prima in sicurezza. Autoprotezione e sorveglianza attiva innanzitutto!

Elementi d’innesco di ogni rischio acquatico sono l’ignoranza (intesa come ‘non conoscenza’) e la disinformazione che si annidano nel fattore umano e sono imperanti in questo campo della “Sicurezza in acqua”, affetto da luoghi comuni scorretti, credenze sbagliate e vere e proprie “fake-news” (= bufale) funzionali a quel senso di fatalità che può farci da alibi per non dover riconoscere che l’evitabilità degli incidenti in acqua dipende da noi. A maggior ragione, seguire valida divulgazione sulle buone pratiche di comportamento per la sicurezza in acqua dona conoscenza, proteggendo la vita e l’incolumità delle persone.

Leonardo da Vinci, grande esperto di acque e idraulica, diceva: “Se ti avviene di trattar con l’acqua, pria l’esperientia, poi la ragion delle cose!”

(Il depliant visibile in foto, messo a punto in Misericordia con il decalogo per la prevenzione degli incidenti in acqua, è a disposizione di chiunque ne faccia richiesta in sede; oppure, scrivendo a info@misericordiaarezzo.it si può riceverne copia in PDF stampabile, come quello in allegato a questo articolo.

A questo link la videointervista alla Misericordia di Arezzo realizzata questa mattina da ArezzoTV: https://www.facebook.com/share/v/1ALghiL7zo/?mibextid=wwXIfr )



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Ultimo aggiornamento

28 Giugno 2025, 17:36