LA ‘PEREGRINATIO’ FA TAPPA ALLA MISERICORDIA DI AREZZO!
La Croce Giubilare, Icona del Giubileo 2025, arriva ad Arezzo e si ferma in esposizione lunedì 17 novembre nella chiesa della SS. Trinità della Misericordia di Arezzo. Poi farà il giro delle quattro vallate della Provincia aretina e ripartirà il 23 novembre. Una serie di eventi da non perdere. Vediamo di che si tratta.
Data:
9 Novembre 2025

Nel contesto delle attività del volontariato ecclesiale in Italia, la “Peregrinatio delle Misericordie d’Italia” è stata – ed è – un’iniziativa promossa dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia a inizio anno Giubilare e ha subito assunto una forte valenza simbolica, spirituale e comunitaria. Nasce come un percorso itinerante – appunto una peregrinatio – attraverso le sedi delle Confraternite delle Misericordie sul territorio nazionale, adottando come segno tangibile e distintivo una “Icona” – la cosiddetta “Croce del Giubileo delle Misericordie d’Italia” – che viene portata, accolta e vissuta dagli affiliati e dai volontari. Per interpretare l’Anno Santo come un tempo favorevole di rinnovamento spirituale e di carità non solo tramite momenti sacri circoscritti, ma con un cammino che coinvolga tutte le sedi territoriali all’insegna d’un autentico pellegrinaggio di speranza.
A tal fine l’Icona “Croce del Giubileo” è stata ideata come insieme di elementi caratterizzati anzitutto da una grande croce in legno d’ulivo, recante il motto “Pellegrini di Speranza”, esso stesso ideato da Papa Francesco. L’intera composizione è dotata di forti elementi simbolici: il legno d’ulivo della Croce stessa (segno di pace), l’ancora (segno della speranza), il filo spinato e la scheggia di ordigno della 1^ Guerra Mondiale (richiamo alla sofferenza dell’umanità per tutte le guerre), la roccia dove appare infissa la croce (la salda certezza di Dio e del suo perdono), l’immagine della Madonna della Misericordia sul basamento (il cui manto accoglie e protegge tutti gli esseri umani) e la parola “Pace” incisa nel legno in svariate lingue.
La Croce – che funge appunto da “icona giubilare” itinerante – viene così trasportata di sede in sede, secondo un calendario stabilito di concerto con i Correttori regionali e i Coordinatori zonali delle Misericordie.
Ogni tappa si è svolta in genere in tre momenti principali: accoglienza della Croce da parte della confraternita locale, celebrazione e riflessione (la preghiera, il rosario, la Messa) e successiva riconsegna per la tappa successiva.
Il complesso di molte parti componenti dell’icona parla in realtà in buona misura aretino, nel senso che sono state concepite dal tocco artigianale e dall’ispirazione creativa proprio di genti di queste parti, in special modo: gli artisti locali dell’Associazione Nazionale Città dei Presepi (con l’Unione Cattolica Artisti Italiani di San Miniato), segnatamente un gruppo di artigiani e tecnici (anche della provincia di Arezzo) coordinati da Fabrizio Mandorlini: Emilio Bertini, Gabriele Corti, Giancarlo Turini, Claudio Terreni, Andrea Lavecchia, Carlo Calvetti, Sauro Benedetti. La stessa “Madonna (alias Vergine Maria) della Misericordia” applicata al basamento riproduce quella creata da Piero della Francesca tra il 1445 e il 1462, parte di un polittico conservato presso il Museo Civico di Sansepolcro (Arezzo).
L’Icona “Croce del Giubileo” avviò il suo percorso itinerante nazionale il 6 gennaio scorso (in seguito alla benedizione preliminare di Papa Francesco) e, dopo innumerevoli giri in tutta Italia – isole comprese! – e una quantità di autentici “bagni di folla” indicativi del successo e degli entusiasmi suscitati che l’hanno anche fatta ritransitare in Toscana da cui era partita, proprio qua nell’aretino ora “ritorna” con questa tappa tanto attesa del 17 novembre p.v. La Croce del Giubileo è stata protagonista anche dello stesso “Giubileo del volontariato” l’8–9 marzo, portata da una rappresentanza degli oltre 5.000 volontari delle Misericordie partecipanti.
Lo scopo della Peregrinatio è duplice: da una parte, promuovere tra i volontari delle Misericordie e tra le comunità delle confraternite una riflessione sul tema della misericordia, del servizio, della vicinanza agli ultimi e del cammino cristiano. Dall’altra, fare in modo che l’Anno Santo o periodo giubilare non rimanga un evento isolato bensì venga vissuto come un processo prolungato e in continuo divenire, condiviso, capillare sul territorio. Il Correttore nazionale, S.E. Rev.ma Vescovo mons. Franco Agostinelli, ha dichiarato che «la Peregrinatio non riduce l’evento giubilare soltanto ad alcune date, ma lo considera veramente un pellegrinaggio di speranza».
Per il Movimento delle Misericordie la Peregrinatio rappresenta in tutta Italia una sollecitazione a riscoprire l’identità originaria del servizio, la spiritualità della Misericordia stessa (nel cui stemma c’è da sempre una croce!) e la dimensione comunitaria delle attività che le Misericordie svolgono.
Non a caso in ogni tappa l’evento richiama l’attenzione non solo degli associati ma anche dell’intera comunità locale: volontari, fedeli, beneficiari dei servizi e cittadini. È occasione di visibilità, di riflessione sull’impegno sociale e di testimonianza pubblica circa i valori della solidarietà e della carità.
Il pellegrinaggio nazionale dell’Icona prosegue tutt’ora per l’intero anno in corso e fino all’Epifania del 2026, data di conclusione dell’Anno Giubilare.
La Peregrinatio propone sfide e regala opportunità: circa le prime, l’organizzazione logistico-spirituale, coordinare il viaggio della Croce, garantire accoglienza, animazione, celebrazioni con i volontari e far sì che l’evento non sia solo formale ma generi un rinnovamento autentico. Sulle opportunità, ne offre di immense: rilancio dell’identità del volontariato nelle Misericordie, in una dimensione nazionale, attraversando tutte le sedi; la testimonianza visibile della solidarietà caritatevole a livello locale e regionale; lasciare una traccia visibile della propria Misericordia in questo pellegrinaggio annuale che resterà nella storia.
In un’Italia in cui il volontariato è fondamentale per il welfare, la “Peregrinatio delle Misericordie d’Italia” può essere letta come simbolo del servizio che non resta confinato alle emergenze o alle strutture chiuse, bensì assume una dimensione itinerante, condivisa, che veicola la carità “fuori dalla porta” della confraternita, tra le strade, nelle piazze, nelle comunità. Il motto “Pellegrini di Speranza” non è una formula retorica ma una “chiamata”: essere volontari che non solo operano, ma camminano, testimoniano, accompagnano.
In sintesi, la Peregrinatio delle Misericordie d’Italia è un cammino spirituale-organizzativo che unisce simbolo e servizio, memoria e presenza, radicamento territoriale e orizzonte nazionale. È testimonianza che la carità non è solo l’azione, ma il viaggio stesso: un viaggio condiviso, fatto di accoglienza, di preghiera, di presenza concretissima tra i fratelli meno fortunati, i più bisognosi, gli ultimi, gli invisibili. Un’occasione di rilancio della propria identità storica radicata nella carità operativa e adattata oggi a una connotazione contemporanea, italiana e perfino internazionale.
Per tutti gli aretini appuntamento dunque nel giorno di lunedì 17 novembre presso la chiesa della SS. Trinità, attigua alla sede della Misericordia di Arezzo, in via Garibaldi 143.
In un prossimo articolo sapremo essere esaustivi anche riguardo all’intero programma della presenza dell’Icona Croce Giubilare nei giorni successivi – a cura del Coordinamento Provinciale delle Misericordie aretine – per tutte e quattro le vallate, fino al giorno conclusivo di domenica 23 novembre.
Ultimo aggiornamento
9 Novembre 2025, 18:01
Misericordia di Arezzo